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IL LATO POSITIVO

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default IL LATO POSITIVO

Messaggio Da Admin - AnnaGarofalo il Lun Apr 07, 2014 12:49 pm

Si ride, si riflette. Tante chiavi di lettura andando al di là della storia che racconta la trama.

Una è un gioco da fare durante la visione: cercare di trovare almeno un personaggio equilibrato nel suo modo di guardare la vita. Il protagonista che si trova sofferente psicologicamente, ma anche filosoficamente, come spiegherò fra poco parlando delle visioni di vita, si trova immerso in un microcosmo di altrettanti innocue diverse gradazioni di follie o di modi di vivere la vita in maniera almeno fuori le righe.

Ritornando un po’ più seri, ma non troppo, il sottotitolo del film o la morale finale potrebbe essere: quando è giusto abbracciare il negativo nel momento che ci sta sommergendo oppure quando essere positivi a tutti i costi diventa un ostacolo o, in questo caso, può portare alla follia.

Il protagonista lo troviamo nel momento successivo a un evento fortemente traumatizzante, non sappiamo come fosse prima, e quanta responsabilità abbia questo episodio nella modifica della sua visione di vita complessiva. Ma sappiamo per certo che concretamente gli ha cambiato la vita in tutta la sua architettura generale.
Questa rivoluzione viene rifiutata radicalmente, così come ogni cosa si possa frapporre al suo progetto di portare virtualmente indietro le lancette fino allo status quo ante. 
In sottofondo al programma c’è il vedere il positivo a tutti i costi (una stanza angusta “diventa” l’Excelsior, proprio all’inizio del film) ed escludere ogni elemento negativo della vita, pena lo scatto di reazioni violente, in una ricerca estenuante del lieto fine nel mondo e nella sua vita in particolare (come esprime rompendo un finestra per lanciarne fuori il testo di Ritorno alle armi). Questi accessi d’ira, non meno che questa ostinata positività pur nell’aver perso tutto, è ciò che preoccupa amici e familiari per la sua salute mentale e le sue possibilità di recupero. 
Ma il protagonista non arretra nel suo folle programma, fin quando non incontra un’altra anima dolente come la sua, che come lui non riesce a venire a patti con la realtà e un suo sofferente cambiamento; con la sua accettazione e il suo necessario passare oltre.
 
RIFLESSIONE
Una visione della vita che pervicacemente cerca il positivo ovunque, anche quando ci sarebbe da abbracciare il momento che si sta vivendo esattamente nella negatività che contiene.

Siamo un po’ nel positivo a tutti i costi, culturalmente, intendo. 
Un modo americano di vedere la vita trasmessa dal marketing  e dalla televisione che defluisce (o si arresta) con lo Yes we can
Siamo tutti d’accordo nel non abbattersi e nella piccola riscossa quotidiana di ognuno come via per uscire dall’immobilismo individuale e per esteso dalla società. 
Detto questo, c’è un momento di presa d’atto, e della presa in carico, della negatività nel momento stesso in cui ci sta assalendo. In alcuni casi però c’è quasi un rifiuto a priori della negatività, con il risultato di non riuscire a prendere le misure per la risalita, incontrando così la fatale delusione e rischiando di stare dentro al pozzo nel quale si è caduti più a lungo.

Quanto è negativa la mia situazione? 
Bisogna essere spietatamente sinceri con se stessi sul cammino che è necessario percorrere per uscire dal tunnel.
Anche un po’ pessimisti, se possibile (se si ha forza abbastanza per liberarsene in seguito), e rammaricarsi; non è reato, è una risposta fisiologica e sana. 
Poi dopo aver fatto questa stima al rialzo, e aver considerato tutti gli handicap che si portano dietro in questa escatologia della situazione negativa, solo allora -  anche se ora sembra è più difficile - fare la conta dei punti forti della situazione, delle opportunità, degli assi nella manica, delle nuove acquisizioni e dei tesori che troveremo all’uscita dal tunnel, che ci faranno persino dire che era necessario questo calvario, fino a volte esserne perfino grati per quello che si è riuscito a conquistare poi. 
Il risultato di tutto il processo è il conferimento del giusto peso a elementi negativi e positivi, riuscendo così a calibrare nel migliore dei modi forza psicologica e fisica, di resistenza e resilienza, e ostacoli che si frappongono alla nostra volontà. 
Non è facile, ma non per questo negativo. Né positivo...

 
tratto dal romanzo dal titolo molto evocativo: L'orlo argenteo delle nuvole


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