Caffè Filosofico
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Che cosa penso del trapianto di organi?

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Cosa penso del trapianto di organi?

Ho dubbi sulla definizione e l'accertamento della morte cerebrale.
 
E' un gesto di amore.
 
Non sono favorevole.
 
Sono scarsamente informato sulle procedure con cui viene effettuato il prelievo.
 
Associo immediatamente il tema della donazione e quello della morte.
 
Può, in qualche modo, sconfiggere la morte.
 
Gli organi non sono pezzi di ricambio.
 
Sono un donatore.
 
Può conferire un senso di onnipotenza sulla vita e la morte.
 
 
 
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Messaggio Da Admin - AnnaGarofalo il Gio Apr 10, 2008 3:59 am

Gentili utenti e ospiti,
per questo sondaggio vi sottoponiamo un quesito, non solo filosofico, forte.
Nello spirito della concezione della filosofia che abbiamo nel nostro Caffè, ossia non di uno sterile esercizio di ingegno, ma di un impegno che ci chiama in causa in prima persona come esseri umani, con le nostre debolezze ma anche con la capacità di toccare vertiginose altezze; sollecitati da una gentile utente, modifichiamo il nostro sondaggio sul trapianto di organi, inserendo in maniera un poco più equilibrata (ci auguriamo) le istanze di chi è a favore e chi contrario.
Inoltre, invitiamo tutti a visitare i seguenti siti per reperire informazioni sull'argomento:
http://www.aido.it/
http://www.daivaloreallavita.it/
Ringraziamo la cortese segnalazione e ci rendiamo disponibili a recepirne di ulteriori.
Anna Garofalo, Massimo Minnetti
caffefilosofico@email.it


Ultima modifica di Admin il Dom Giu 22, 2008 6:39 pm, modificato 12 volte

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Messaggio Da Admin1 il Gio Apr 10, 2008 6:40 pm

E' una cosa doverosa e giusta!

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Messaggio Da mariangela il Gio Apr 10, 2008 11:50 pm

penso che sia profondamente egoista non accettare che organi del proprio corpo possano essere donati a qualcuno che ne potrebbe beneficiare al punto da sopravvivere...
è un gesto di profondo amore e credo soprattutto di tanta soddisfazione da parte di chi accetta di farlo.
certo, come in tutte le cose, parlare per me è facile, non avendo mai vissuto esperienze o situazioni del genere....ma non riesco a capire, come mai c è tutto questo ostracismo!
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Messaggio Da harry_stack_suldivan il Gio Giu 19, 2008 2:18 pm

è un gesto di profondo amore...si può considerare come d'amore un gesto che non influenza assolutamente la tua vita nè in bene nè in male? se li dono da morto cosa me ne frega ? Un gesto che per te non ha alcuna conseguenza non può definirsi d'amore, l'amore in teoria dovrebbe portare anche a superare dei presunti effetti negativi.. in tal caso forse è + corretto parlare di gesto altruistico...ma come ben si sa l'unico gesto altruistico è quello può portarci solo svantaggi... anche se ci portasse un solo vantaggio ,come il piacere di farlo, l'avremmo fatto per noi e non per gli altri. Tesi discutibile la mia...

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Messaggio Da Admin - AnnaGarofalo il Gio Giu 19, 2008 3:32 pm

Sai anche tu che la tua tesi non è discutibile! Anche se ci sarebbe tanto da riflettere: lanci parecchi sassi nello stagno. Mi astengo dallo sbilanciarmi eccessivamente, ma ti posso dire i due pensieri che la tua riflessione mi ha suscitato.
Uno è banale: se non c'è niente che ci tocca minimamente nella donazione dei nostri organi, perché non siamo tutti donatori? L'altro è sul gesto altruistico: non penso che farlo debba per forza equivalere a un martirio, non penso che il fatto che ci porti dell'utile ne intacchi l'eticità. Ovviamente non sto parlando di utilitarismo gretto. Mi riferisco al fatto che, socraticamente, ritengo che il bene conduca al bene ed è, per ciò stesso, per forza utile!
Anche su questo tema ti chiedo di continuare a confrontarci: è per me molto utile!!!

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Messaggio Da harry_stack_suldivan il Sab Giu 21, 2008 10:04 pm

sono un pò stanco quindi sarò breve e risponderò solo a metà domanda, ossia alla seconda, l'altra metà la lascio per quando sarò riposato. Un gesto altruistico, deve essere un martirio... altruistico vuol dire che è fatto ,almeno per come l'intendo io, per l'esclusivo bene altrui, dunque non può esserci nessuna motivazione e piacere personale nel farlo. Nel momento in cui fai qualcosa perchè ti piace fare del bene, lo fai per il piacere che ne ricavi, dunque non è altruistico... qualcuno mi dirà: si ma cmq arreca vantaggio agli altri dunque è altruistico... certo, ma se la motivazione per cui lo fai è il tuo piacere nel fare del bene o nell'essere altruista, l'intima natura del gesto, ossia l'altruismo, cessa di esistere come base... dunque ci si ritrova a compiere uno strano gesto che aiuta gli altri ma non può essere definito altruistico, in quanto non parte da una base eterodiretta. Con tutto il rispetto: il bene conduce al bene è una gran cazzata... non si può definire in assoluto il concetto di bene e dunque come diceva qualcuno che stimo: su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere.
ps onanismo mentale :-)

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Messaggio Da harry_stack_suldivan il Sab Giu 21, 2008 10:06 pm

pps non ho riletto prima di postare ed in seguito ho notato che uso troppi dunque... mi scuso per la forma poco scorrevole e magari non proprio correttissima

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Messaggio Da Admin - AnnaGarofalo il Dom Giu 22, 2008 2:58 am

Caro Harry, non avevo affatto la presunzione di definire il concetto di Bene!
Ti parlavo, come farò ora, solo di come vivo io la problematica. Non penso di avere le competenze per potere fare di più.
Il punto è che io distinguo il concetto di altruismo da quello di sacrificio. Certo ci sono dei casi, come quando si dà la propria vita per l'altro, in cui sono indistinguibili, ma ci può essere un sacrificio non altruistico e un altruismo che non provoca sacrificio, ma, anzi, il piacere per la consapevolezza di avere fatto la cosa giusta. Questo, secondo me, soprattutto se non è il fine principale dell'azione altruistica, non ne inficia l'eticità, ma la esalta e rende chi lo compie un vero essere umano. Infatti, in quel caso il mio bene non è la causa del mio gesto altruistico, ovviamente, ma l'effetto.
Faccio anch'io una citazione: La compassione, l'altruismo, il buon cuore non sono unicamente nobili sentimenti di cui trae vantaggio il nostro prossimo. Sono stati mentali, condizioni mentali di cui beneficiamo anche noi stessi.

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Messaggio Da Simonetta Putti il Mar Giu 24, 2008 8:11 pm

harry_stack_suldivan ha scritto:è un gesto di profondo amore...si può considerare come d'amore un gesto che non influenza assolutamente la tua vita nè in bene nè in male? se li dono da morto cosa me ne frega ? Un gesto che per te non ha alcuna conseguenza non può definirsi d'amore, l'amore in teoria dovrebbe portare anche a superare dei presunti effetti negativi.. in tal caso forse è + corretto parlare di gesto altruistico...ma come ben si sa l'unico gesto altruistico è quello può portarci solo svantaggi... anche se ci portasse un solo vantaggio ,come il piacere di farlo, l'avremmo fatto per noi e non per gli altri. Tesi discutibile la mia...
Tento nuovamente una risposta...non penso sia ininfluente sulla propria esistenza il decidere di donare i propri organi. Questa scelta può in prima istanza e superficialmente farci sentire buoni e generosi; in seconda istanza - e spesso inconsciamente - può conferirci una sorta di Onnipotenza. Ovvero pensare / sentire di poter sconfiggere la Morte. E' sempre Bene questo? O Bene è accettare la Morte come Limite naturale dell'esistere? Non è l'accettazione di tale Limite che ci aiuta a conferire senso alla Vita?

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Messaggio Da Admin - AnnaGarofalo il Mar Giu 24, 2008 9:08 pm

Penso che l'accettazione di questo limite aiuti (insieme ad altre cose, ovviamente) a conferire senso alla vita, ma dare gli organi, banalmente, può darlo alla morte. O può consolare. Fatto salvo, naturalmente, che il senso dell'esistenza di una persona non si misura su quanto, materialmente, si può riciclare del suo corpo.
Un senso di onnipotenza non credo. Piuttosto penso ci potrebbe essere quell'autocompiacimento che lamentava anche Harry, spesso causa delle azioni buone. Che io comunque non condanno in assoluto: c'è così tanto poco bene, ben venga chi lo fa, a prescindere dalle motivazioni!
Certamente la gravità della questione merita maggiore approfondimento, ma si può anche accettare di aggredire questo grande tema ai fianchi - data la sua vastità e complessità - per (cercare di) andare al suo nucleo attraverso ulteriori riflessioni da fare insieme.

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Messaggio Da luisa de paula il Gio Lug 10, 2008 11:10 pm

Siamo abituati a dare per scontato che la morte di un inidividuo coincida con il limite naturale della vita. Ma non è detto che sia così. Per quanto mi riguarda sono convinta che le questioni di confine per l'uomo siano sempre problematiche. Credo che la vita per l'uomo sia essenzialmente libertà, e che la libertà esclude ogni termine stabilito. La vita è un processo dinamico, che si rinnova continuamente, e far coincidere la vita con il singolo individuo mi sembra alquanto riduttivo: che la vita sia proprietà del singolo è un dogma della nostra cultura. Per questo sono in generale favorevole alla donazione di organi, lo sento come un gesto d'amore e di gratitudine per il miracolo sempre rinnovantesi dell'esistenza. Ma da filosofa sono portata a vedere le cose da più prospettive, e zoomando sulla questione a distanza ravvicinata confesso che se mi trovassi nella situazione concreta di decidere per un parente/amico forse il mio pensiero sarebbe diverso.

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Messaggio Da harry_stack_suldivan il Ven Lug 11, 2008 10:46 pm

" Ma da filosofa sono portata a vedere le cose da più prospettive, e zoomando sulla questione a distanza ravvicinata confesso che se mi trovassi nella situazione concreta di decidere per un parente/amico forse il mio pensiero sarebbe diverso."
Se si è portatori di prospettive contradditorie forse c'è qualcosa che non va...

harry_stack_suldivan

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Messaggio Da harry_stack_suldivan il Ven Lug 11, 2008 10:47 pm

ho mancato una t , chiedo perdono a tutti :-)

harry_stack_suldivan

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Messaggio Da Eva Francesca Franchino il Dom Lug 20, 2008 4:56 pm

Personalmente mi trovo piuttosto d'accordo con Luisa.
Razionalmente sono favorevole alla donazione degli organi - nel mio piccolissimo sono donatrice di sangue -
Non trovo l'affermazione finale di Luisa contraddittoria:
piuttosto la vedo come un'affermazione "esistenzialista".
Ogni persona vive in modo totalmente soggettivo l'evento della morte sia propria che altrui.
La perdita dei propri cari - e parlo purtroppo per esperienza personale - difficilmente può essere sostenuta agevolmente dai propri pensieri razionali.
Ogni morte è un evento a sè, dipende da chi si perde ed anche da come lo si perde.
Decidere se staccarsi e come staccarsi da un proprio caro è qualcosa di molto complesso, di emotivamente molto contraddittorio e spesso poco razionale.
Per questo ardua sarebbe un'ipotetica decisione.
Forse è più semplice dedidere per la propria vita che per quella dell'altro.

Eva Francesca Franchino

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Messaggio Da luisa de paula il Dom Lug 20, 2008 9:35 pm

Mi scuso per non aver risposto subito alla replica di Harry e approfitto dell'intervento di Eva per ritornare sulla questione....Non ho nessuna difficoltà ad ammettere la contraddizione, e ancor di meno la problematicità della questione. Perfino quel grande logico che fu Aristotele sosteneva che la natura non è logica ma demoniaca: vale a dire che la vita è oltre il "principio del terzo escluso". L'emotività, l'affettività, tutta la densità magmatica dei sentimenti che entrano in gioco con la perdita ci mettono per forza di fronte a "qualcosa che non va"....E sicuramente se si tratta di decidere per un'altra persona tutto diventa ancora più problematico e contraddittorio...

luisa de paula

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Messaggio Da irene merlini il Mer Lug 23, 2008 2:10 pm

Ho letto con entusiasmo le vostre riflessioni. Tanto solo riflessioni possiamo fare. La logica qui è fuori gioco.
Penso semplicemente una cosa, rimarcando quello che ha scritto Eva. Io posso decidere di me e del mio corpo. Non posso decidere del corpo dell'altro. Se dovesse morire un/a mio caro/a, che diritto avrei più di quello di mio padre, di un mio amico, di una sorella per decidere?Se ci fosse parere unanime pro-donazione sarebbe più semplice. Purtroppo capita di rado, per i motivi culturali che Luisa ha illustrato bene nel suo primo intervento. La complessità deriva dal fatto che il soggetto (oggetto?)morente non è mai solo e io non posso erigermi a detentore unico e assoluto della sua corporeità...ci sono sempre tante di quelle persone intorno ad ognuno di noi..che davvero non saprei dire chi possa arrogarsi il possesso. Per questo credo fermamente che sia importante diventare donatori in prima persona. Ora. Ora che siamo lucidi e coscienti.
Vi ringrazio per aver aperto la discussione. E' uno stimolo in più per battere la pigrizia che non mi ha mai fatto compilare la mia scheda di adesione al trapianto dei MIEI organi. Non è altruismo, non è un atto di amore. E' la semplice convinzione che il corpo mio è il corpo proprio solo finchè vive. Sono io solo finchè vivo, esisto, respiro e mi emoziono. Quindi per me la questione non è il perchè sì, ma il perchè no? Che il mio corpo torni alla terra, sia sparso come cenere nel mare, o finisca nel corpo di qualcun'altro che potrebbe vivere...beh..perchè no??? Non ci vedo il delirio di onnipotenza dell'essere umano.
L'altro ieri è morto il fratello di un mio amico in un incidente stradale causato da 3 ragazzetti ubriachi e patentati da 3giorni.Sandro era più giovane di me eppure già padre di 3figli. Andava a lavorare per il turno di notte. Faceva l'operaio. Avrebbe potuto salvarsi. Ma i tempi erano stretti.maledettamente troppo stretti. Nessun organo disponibile. E' morto.
No, non ci vedo deliri di onnipotenza. Il corpo mio non sarebbe più "il mio corpo proprio" comunque. Sarebbe comunque parte del ciclo vitale in cui sono per forza immersa, che non mi appartiene, ma a cui io appartengo...Ma allora perchè no?
Scusate...sono confusa. So solo che voglio diventare donatrice.subito.
Grazie...

irene merlini

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Messaggio Da harry_stack_suldivan il Mar Ago 05, 2008 1:39 am

Il corpo è mio solo finchè vive...Sono io solo finchè vivo , repsiro , mi emoziono ecc.
Ottima convinzione, le tombe dei grandi in Santa Croce allora avrebbero ben poco senso... le reliquie ancora meno... a questo punto seguendo questa logica dopo morti tanto varrebbe espiantare tutto l'espiantabile e dare le frattaglie ai canili in difficoltà economiche. In tal senso anche placare la fame di un animale è cosa nobile , in quanto essere vivente che soffre ed animale esattamente come noi...

harry_stack_suldivan

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Messaggio Da akuaduulzaa il Dom Mag 12, 2013 10:38 am

E' un gesto d'amore

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