Che cosa penso del trapianto di organi?
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Che cosa penso del trapianto di organi?
Gentili utenti e ospiti,
per questo sondaggio vi sottoponiamo un quesito, non solo filosofico, forte.
Nello spirito della concezione della filosofia che abbiamo nel nostro Caffè, ossia non di uno sterile esercizio di ingegno, ma di un impegno che ci chiama in causa in prima persona come esseri umani, con le nostre debolezze ma anche con la capacità di toccare vertiginose altezze; sollecitati da una gentile utente, modifichiamo il nostro sondaggio sul trapianto di organi, inserendo in maniera un poco più equilibrata (ci auguriamo) le istanze di chi è a favore e chi contrario.
Inoltre, invitiamo tutti a visitare i seguenti siti per reperire informazioni sull'argomento:
http://www.aido.it/
http://www.daivaloreallavita.it/
Ringraziamo la cortese segnalazione e ci rendiamo disponibili a recepirne di ulteriori.
Anna Garofalo, Massimo Minnetti
caffefilosofico@email.it
per questo sondaggio vi sottoponiamo un quesito, non solo filosofico, forte.
Nello spirito della concezione della filosofia che abbiamo nel nostro Caffè, ossia non di uno sterile esercizio di ingegno, ma di un impegno che ci chiama in causa in prima persona come esseri umani, con le nostre debolezze ma anche con la capacità di toccare vertiginose altezze; sollecitati da una gentile utente, modifichiamo il nostro sondaggio sul trapianto di organi, inserendo in maniera un poco più equilibrata (ci auguriamo) le istanze di chi è a favore e chi contrario.
Inoltre, invitiamo tutti a visitare i seguenti siti per reperire informazioni sull'argomento:
http://www.aido.it/
http://www.daivaloreallavita.it/
Ringraziamo la cortese segnalazione e ci rendiamo disponibili a recepirne di ulteriori.
Anna Garofalo, Massimo Minnetti
caffefilosofico@email.it
Ultima modifica di Admin il Dom Giu 22, 2008 5:39 pm, modificato 12 volte
Re: Che cosa penso del trapianto di organi?
penso che sia profondamente egoista non accettare che organi del proprio corpo possano essere donati a qualcuno che ne potrebbe beneficiare al punto da sopravvivere...
è un gesto di profondo amore e credo soprattutto di tanta soddisfazione da parte di chi accetta di farlo.
certo, come in tutte le cose, parlare per me è facile, non avendo mai vissuto esperienze o situazioni del genere....ma non riesco a capire, come mai c è tutto questo ostracismo!
mariangela
è un gesto di profondo amore e credo soprattutto di tanta soddisfazione da parte di chi accetta di farlo.
certo, come in tutte le cose, parlare per me è facile, non avendo mai vissuto esperienze o situazioni del genere....ma non riesco a capire, come mai c è tutto questo ostracismo!
mariangela
Re: Che cosa penso del trapianto di organi?
è un gesto di profondo amore...si può considerare come d'amore un gesto che non influenza assolutamente la tua vita nè in bene nè in male? se li dono da morto cosa me ne frega ? Un gesto che per te non ha alcuna conseguenza non può definirsi d'amore, l'amore in teoria dovrebbe portare anche a superare dei presunti effetti negativi.. in tal caso forse è + corretto parlare di gesto altruistico...ma come ben si sa l'unico gesto altruistico è quello può portarci solo svantaggi... anche se ci portasse un solo vantaggio ,come il piacere di farlo, l'avremmo fatto per noi e non per gli altri. Tesi discutibile la mia...
Re: Che cosa penso del trapianto di organi?
Sai anche tu che la tua tesi non è discutibile! Anche se ci sarebbe tanto da riflettere: lanci parecchi sassi nello stagno. Mi astengo dallo sbilanciarmi eccessivamente, ma ti posso dire i due pensieri che la tua riflessione mi ha suscitato.
Uno è banale: se non c'è niente che ci tocca minimamente nella donazione dei nostri organi, perché non siamo tutti donatori? L'altro è sul gesto altruistico: non penso che farlo debba per forza equivalere a un martirio, non penso che il fatto che ci porti dell'utile ne intacchi l'eticità. Ovviamente non sto parlando di utilitarismo gretto. Mi riferisco al fatto che, socraticamente, ritengo che il bene conduca al bene ed è, per ciò stesso, per forza utile!
Anche su questo tema ti chiedo di continuare a confrontarci: è per me molto utile!!!
Uno è banale: se non c'è niente che ci tocca minimamente nella donazione dei nostri organi, perché non siamo tutti donatori? L'altro è sul gesto altruistico: non penso che farlo debba per forza equivalere a un martirio, non penso che il fatto che ci porti dell'utile ne intacchi l'eticità. Ovviamente non sto parlando di utilitarismo gretto. Mi riferisco al fatto che, socraticamente, ritengo che il bene conduca al bene ed è, per ciò stesso, per forza utile!
Anche su questo tema ti chiedo di continuare a confrontarci: è per me molto utile!!!
Re: Che cosa penso del trapianto di organi?
sono un pò stanco quindi sarò breve e risponderò solo a metà domanda, ossia alla seconda, l'altra metà la lascio per quando sarò riposato. Un gesto altruistico, deve essere un martirio... altruistico vuol dire che è fatto ,almeno per come l'intendo io, per l'esclusivo bene altrui, dunque non può esserci nessuna motivazione e piacere personale nel farlo. Nel momento in cui fai qualcosa perchè ti piace fare del bene, lo fai per il piacere che ne ricavi, dunque non è altruistico... qualcuno mi dirà: si ma cmq arreca vantaggio agli altri dunque è altruistico... certo, ma se la motivazione per cui lo fai è il tuo piacere nel fare del bene o nell'essere altruista, l'intima natura del gesto, ossia l'altruismo, cessa di esistere come base... dunque ci si ritrova a compiere uno strano gesto che aiuta gli altri ma non può essere definito altruistico, in quanto non parte da una base eterodiretta. Con tutto il rispetto: il bene conduce al bene è una gran cazzata... non si può definire in assoluto il concetto di bene e dunque come diceva qualcuno che stimo: su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere.
ps onanismo mentale :-)
ps onanismo mentale :-)
Re: Che cosa penso del trapianto di organi?
pps non ho riletto prima di postare ed in seguito ho notato che uso troppi dunque... mi scuso per la forma poco scorrevole e magari non proprio correttissima
Re: Che cosa penso del trapianto di organi?
Caro Harry, non avevo affatto la presunzione di definire il concetto di Bene!
Ti parlavo, come farò ora, solo di come vivo io la problematica. Non penso di avere le competenze per potere fare di più.
Il punto è che io distinguo il concetto di altruismo da quello di sacrificio. Certo ci sono dei casi, come quando si dà la propria vita per l'altro, in cui sono indistinguibili, ma ci può essere un sacrificio non altruistico e un altruismo che non provoca sacrificio, ma, anzi, il piacere per la consapevolezza di avere fatto la cosa giusta. Questo, secondo me, soprattutto se non è il fine principale dell'azione altruistica, non ne inficia l'eticità, ma la esalta e rende chi lo compie un vero essere umano. Infatti, in quel caso il mio bene non è la causa del mio gesto altruistico, ovviamente, ma l'effetto.
Ti parlavo, come farò ora, solo di come vivo io la problematica. Non penso di avere le competenze per potere fare di più.
Il punto è che io distinguo il concetto di altruismo da quello di sacrificio. Certo ci sono dei casi, come quando si dà la propria vita per l'altro, in cui sono indistinguibili, ma ci può essere un sacrificio non altruistico e un altruismo che non provoca sacrificio, ma, anzi, il piacere per la consapevolezza di avere fatto la cosa giusta. Questo, secondo me, soprattutto se non è il fine principale dell'azione altruistica, non ne inficia l'eticità, ma la esalta e rende chi lo compie un vero essere umano. Infatti, in quel caso il mio bene non è la causa del mio gesto altruistico, ovviamente, ma l'effetto.
Faccio anch'io una citazione: La compassione, l'altruismo, il buon cuore non sono unicamente nobili sentimenti di cui trae vantaggio il nostro prossimo. Sono stati mentali, condizioni mentali di cui beneficiamo anche noi stessi.
Re: Che cosa penso del trapianto di organi?
harry_stack_suldivan ha scritto:è un gesto di profondo amore...si può considerare come d'amore un gesto che non influenza assolutamente la tua vita nè in bene nè in male? se li dono da morto cosa me ne frega ? Un gesto che per te non ha alcuna conseguenza non può definirsi d'amore, l'amore in teoria dovrebbe portare anche a superare dei presunti effetti negativi.. in tal caso forse è + corretto parlare di gesto altruistico...ma come ben si sa l'unico gesto altruistico è quello può portarci solo svantaggi... anche se ci portasse un solo vantaggio ,come il piacere di farlo, l'avremmo fatto per noi e non per gli altri. Tesi discutibile la mia...
Tento nuovamente una risposta...non penso sia ininfluente sulla propria esistenza il decidere di donare i propri organi. Questa scelta può in prima istanza e superficialmente farci sentire buoni e generosi; in seconda istanza - e spesso inconsciamente - può conferirci una sorta di Onnipotenza. Ovvero pensare / sentire di poter sconfiggere la Morte. E' sempre Bene questo? O Bene è accettare la Morte come Limite naturale dell'esistere? Non è l'accettazione di tale Limite che ci aiuta a conferire senso alla Vita?
Re: Che cosa penso del trapianto di organi?
Penso che l'accettazione di questo limite aiuti (insieme ad altre cose, ovviamente) a conferire senso alla vita, ma dare gli organi, banalmente, può darlo alla morte. O può consolare. Fatto salvo, naturalmente, che il senso dell'esistenza di una persona non si misura su quanto, materialmente, si può riciclare del suo corpo.
Un senso di onnipotenza non credo. Piuttosto penso ci potrebbe essere quell'autocompiacimento che lamentava anche Harry, spesso causa delle azioni buone. Che io comunque non condanno in assoluto: c'è così tanto poco bene, ben venga chi lo fa, a prescindere dalle motivazioni!
Certamente la gravità della questione merita maggiore approfondimento, ma si può anche accettare di aggredire questo grande tema ai fianchi - data la sua vastità e complessità - per (cercare di) andare al suo nucleo attraverso ulteriori riflessioni da fare insieme.
Re: Che cosa penso del trapianto di organi?
Siamo abituati a dare per scontato che la morte di un inidividuo coincida con il limite naturale della vita. Ma non è detto che sia così. Per quanto mi riguarda sono convinta che le questioni di confine per l'uomo siano sempre problematiche. Credo che la vita per l'uomo sia essenzialmente libertà, e che la libertà esclude ogni termine stabilito. La vita è un processo dinamico, che si rinnova continuamente, e far coincidere la vita con il singolo individuo mi sembra alquanto riduttivo: che la vita sia proprietà del singolo è un dogma della nostra cultura. Per questo sono in generale favorevole alla donazione di organi, lo sento come un gesto d'amore e di gratitudine per il miracolo sempre rinnovantesi dell'esistenza. Ma da filosofa sono portata a vedere le cose da più prospettive, e zoomando sulla questione a distanza ravvicinata confesso che se mi trovassi nella situazione concreta di decidere per un parente/amico forse il mio pensiero sarebbe diverso.
Re: Che cosa penso del trapianto di organi?
" Ma da filosofa sono portata a vedere le cose da più prospettive, e zoomando sulla questione a distanza ravvicinata confesso che se mi trovassi nella situazione concreta di decidere per un parente/amico forse il mio pensiero sarebbe diverso."
Se si è portatori di prospettive contradditorie forse c'è qualcosa che non va...
Se si è portatori di prospettive contradditorie forse c'è qualcosa che non va...
Re: Che cosa penso del trapianto di organi?
Personalmente mi trovo piuttosto d'accordo con Luisa.
Razionalmente sono favorevole alla donazione degli organi - nel mio piccolissimo sono donatrice di sangue -
Non trovo l'affermazione finale di Luisa contraddittoria:
piuttosto la vedo come un'affermazione "esistenzialista".
Ogni persona vive in modo totalmente soggettivo l'evento della morte sia propria che altrui.
La perdita dei propri cari - e parlo purtroppo per esperienza personale - difficilmente può essere sostenuta agevolmente dai propri pensieri razionali.
Ogni morte è un evento a sè, dipende da chi si perde ed anche da come lo si perde.
Decidere se staccarsi e come staccarsi da un proprio caro è qualcosa di molto complesso, di emotivamente molto contraddittorio e spesso poco razionale.
Per questo ardua sarebbe un'ipotetica decisione.
Forse è più semplice dedidere per la propria vita che per quella dell'altro.
Razionalmente sono favorevole alla donazione degli organi - nel mio piccolissimo sono donatrice di sangue -
Non trovo l'affermazione finale di Luisa contraddittoria:
piuttosto la vedo come un'affermazione "esistenzialista".
Ogni persona vive in modo totalmente soggettivo l'evento della morte sia propria che altrui.
La perdita dei propri cari - e parlo purtroppo per esperienza personale - difficilmente può essere sostenuta agevolmente dai propri pensieri razionali.
Ogni morte è un evento a sè, dipende da chi si perde ed anche da come lo si perde.
Decidere se staccarsi e come staccarsi da un proprio caro è qualcosa di molto complesso, di emotivamente molto contraddittorio e spesso poco razionale.
Per questo ardua sarebbe un'ipotetica decisione.
Forse è più semplice dedidere per la propria vita che per quella dell'altro.
Re: Che cosa penso del trapianto di organi?
Mi scuso per non aver risposto subito alla replica di Harry e approfitto dell'intervento di Eva per ritornare sulla questione....Non ho nessuna difficoltà ad ammettere la contraddizione, e ancor di meno la problematicità della questione. Perfino quel grande logico che fu Aristotele sosteneva che la natura non è logica ma demoniaca: vale a dire che la vita è oltre il "principio del terzo escluso". L'emotività, l'affettività, tutta la densità magmatica dei sentimenti che entrano in gioco con la perdita ci mettono per forza di fronte a "qualcosa che non va"....E sicuramente se si tratta di decidere per un'altra persona tutto diventa ancora più problematico e contraddittorio...
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